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L’industria cresce ma non durerà

16/10/2026
Centro Studi

L'industria europea mostra segnali di crescita, ma le prospettive per il 2027 restano incerte tra rincari energetici, inflazione e rallentamento economico.

Ad agosto la produzione industriale italiana registra un calo dell'1,3% rispetto al mese precedente, con una flessione dell'1,1% nella media degli ultimi tre mesi. Particolarmente negativi i risultati del tessile (-14%) e della chimica (-11,4%). La Germania mostra invece segnali di recupero, con una crescita mensile dello 0,6%, sostenuta soprattutto dal comparto dei macchinari.

Il quadro europeo appare più incoraggiante osservando gli indicatori PMI manifatturieri di settembre, tutti superiori alla soglia di 50 nelle quattro principali economie analizzate. La domanda industriale migliora e le esportazioni registrano il secondo aumento mensile consecutivo, con il ritmo di crescita più sostenuto da quasi cinque anni.

Nonostante questi segnali positivi, le prospettive per il 2027 invitano alla prudenza. Secondo le previsioni riportate dal nostro Centro Studi, la crescita del PIL italiano potrebbe rallentare dall'1% del 2026 allo 0,6% nel prossimo anno. L'aumento dei prezzi dell'energia, l'inflazione e la crescita dei tassi d'interesse rischiano infatti di frenare consumi e investimenti.

Leggi qui l’analisi completa nel Focus Industria di settembre

L’industria cresce ma non durerà