LA BELLA FABBRICA È SOSTENIBILE ED ERGONOMICAMENTE EFFICIENTE

Pubblicato il Technical Report ISO 23076

E' tempo che la bellezza, grande valore aggiunto italiano, si diffonda anche in fabbrica.

Questo però negli stabilimenti significa andare oltre l'estetica di macchinari nuovi e di linee di montaggio ordinate, e occuparsi con cura dei particolari che definiscono il modo in cui lavoratori e manager collaborano per assicurare nel tempo la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Dunque, nell'orizzonte della fabbrica moderna, che non può che essere riformista, va rimosso l'ostacolo rappresentato dal paradigma secondo cui produttività e fatica fisica dei lavoratori sono sempre in aperta contrapposizione.

QUALCOSA E’ CAMBIATO

Si può aumentare la produttività riducendo la fatica? Si. Nei giorni scorsi, infatti, è stato approvato dalI'ISO (l'Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione) un rapporto tecnico che descrive come coniugare produttività ed ergonomia sulla base di un sistema scientifico e dati condivisi: il sistema beneficia di uno strumento dal nome complicato, EAWS, che consente la misurazione della fatica o, come dicono gli addetti ai lavori, il carico biomeccanico. Il calcolo non è astratto ma in funzione dei compiti assegnati agli operatori e al livello di prestazione richiesta dai ritmi produttivi.

In fabbrica tutto ciò è innovativo. E sulle linee di montaggio equivale a un uovo di Colombo: fa vincere tutti.

Collegando i tradizionali strumenti di misurazione dei tempi di lavoro con EAWS, si superano i classici paradigmi: alle lavorazioni più faticose vengono assegnati tempi più lunghi per garantire periodi di recupero adeguati e, conseguentemente, un miglioramento ergonomico consente la riduzione dei tempi e dei costi. Di qui, come si diceva, più produttività e meno fatica.

Possibile? La risposta migliore a dubbi e battute velenose viene da aziende del calibro di Volkswagen, che ha adottato EAWS in tutte le sue fabbriche nel mondo dopo un rigoroso processo di selezione, Bosch, Miele o, in Italia, Leonardo, Marelli e Stellantis in prima fila nel migliorare i loro stabilimenti.

LA VALUTAZIONE ERGONOMICA

 A questo punto sarà utile rivelare cosa significa EAWS, che sta per Ergonomic Assessment Work-Sheet, traducibile in Strumento per la Valutazione Ergonomica. Il valore aggiunto di questo sistema è semplice e dirompente: si misura con pignoleria ingegneristica la fatica di ogni movimento, soprattutto di quelli ripetitivi che alla lunga possono danneggiare muscoli e tendini. Le imprese, dunque, sono spinte sia per interesse proprio sia per tutelare in modo più adeguato i propri dipendenti a progettare postazioni di lavoro ergonomiche ma anche prodotti da montare nel modo più fluido e semplice possibile.

Per questo motivo il gruppo di esperti internazionali in materia di ergonomia dell'ISO ha inserito EAWS nella pubblicazione dei più recenti ed importanti rapporti tecnici, riconoscendo di fatto una sorta di bollino blu per i prodotti e i processi produttivi che soddisfano gli standard di sicurezza ed eccellenza definiti tramite EAWS. In particolare, il Tecnical Report ISO 23076 dedicato a "Ergonomics — Recovery model for cyclical industrial work"; sdogana ulteriormente EAWS come metodo valido sia per progettare un metodo di lavoro ergonomico sia per mappare il rischio da sovraccarico biomeccanico, così come previsto dal D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO).

Si tratta di una novità importantissima per i medici del lavoro e delle Asl per i quali d'ora in avanti EAWS diventa un sistema di valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico riconosciuto.

Un sistema che tra l'altro assicura ai medici dati certi e verificabili sui rischi della salute dei lavoratori sui quali spesso, oggi, ogni sanitario si regola in base a elementi formali o soggettivi, assumendosi talvolta responsabilità non dovute o producendo responsi slegati da ciò che accade davvero sulle linee di montaggio.

"Lo studio dell'ergonomia deve integrarsi con quel complesso ecosistema che è la fabbrica moderna - spiega Francesco Saverio Violante, professore di medicina del lavoro a Bologna - E' importante che utilizzi lo stesso bacino di dati usati dalla gestione di tutti gli altri processi aggiungendo valore con le sue raccomandazioni"

UNA NUOVA FRONTIERA DEL LAVORO

Dunque, non siamo di fronte ad un semplice passaggio tecnico. La formula usata dall'ISO per EAWS vuol dire in concreto che da subito migliaia di fabbriche italiane, e non solo le più grandi, potranno migliorare la loro organizzazione del lavoro ai livelli della Germania dove, come dimostra il caso Volkswagen, l'adozione di sistemi ergonomici integrati nelle realtà produttive viene visto anche come uno strumento per favorire la partecipazione dei lavoratori al miglioramento dei processi produttivi.

EAWS, infatti, fornisce dati (quante volte al giorno si muove un muscolo e con quale intensità in una determinata postazione) facilmente verificabili da tutti gli stakeholder: manager; lavoratori; sindacalisti e medici del lavoro. Da questo processo nasce una nuova frontiera nello scambio fra produttività aziendale e protezione dei lavoratori. Una frontiera plasmabile da tutte le parti coinvolte perché le verifiche possono essere eseguite facilmente addirittura su ogni postazione di lavoro e persino movimento per movimento, producendo quel bene raro ma strategico in fabbrica che è la trasparenza, mattone di base sia dell'incremento della qualità del lavoro che della crescita sociale.

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